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Piccola Guida Turistica Contigliano

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Contigliano
Contigliano dista 11 Km. da Rieti, in direzione Ovest percorrendo la superstrada Rieti-Terni s’incontra il bivio per Contigliano.

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Storia e arte
Il paese di Contigliano domina da un colle la parte terminale della valle Cupa ed è ubicato tra i monti Sabini e la valle reatina.
L’antico nome di Contigliano deriva dalla villa di Marco Fabio Quintiliano, famoso oratore e retore del I sec. d.C., amico e consigliere di Marco Flavio Vespasiano, originario della Sabina. Quando l’oratore si ritirò dal pubblico insegnamento visse nel proprio ager Quintilianus che si popolò di case, costituendo un primo nucleo di abitazioni.
Del 1157 è il primo ricordo di un centro fortificato denominato castrum Quintilianum. Il castrum dipendeva da Rieti che esercitava il controllo per la sua posizione strategica. Nel 1501 vi fu l’attacco del cavaliere Vitellozzo Vitelli che capitanava una schiera di soldati d’avventura, mentre si recava verso L’Aquila, al servizio di Cesare Borgia. Il condottiero attaccò Contigliano poichè la città gli aveva negato le vettovaglie per il suo esercito e perchè una donna lo aveva colpito con una grossa pietra ferendolo leggermente.
Il paese chiuso tra Porta dei Santi (con portale originale) e Porta Codarda conserva ancora l’antico nucleo circondato in parte da Mura Medioevali in parte da case serrate tra loro come a volerlo difendere.
I numerosi palazzi cinquecenteschi e seicenteschi gli conferiscono un aspetto statuario ed austero.
Contigliano Alta è ricca di viuzze e di gradinate, che con un alternarsi di archi e di scalette giungono nella parte più alta caratterizzata dall’imponente struttura della Collegiata di S. Michele Arcangelo, iniziata per volontà delle famiglie locali nel 1683 e portata a termine del 1747. La chiesa è caratterizzata da una navata unica sulla quale si aprono quattro cappelle laterali, numerosi sono gli affreschi e i dipinti del XVII e XVIII sec., tra i quali l’Arcangelo Gabriele del reatino Filippo Zucchetti (1710), la Caduta di Simon Mago del romano Francesco Ricci (1764). All’interno si può osservare il coro e l’organo ligneo del XVIII sec. intagliato da Venanzio di Nanzio di Pescocostanzo.
Nella zona a nord del paese sono i ruderi della Chiesa di S. Giovanni luogo suggestivo dal quale si ammira il paesaggio della conca reatina, a ridosso della quale  il paese nel corso della storia si è sviluppato. Il luogo più antico è costituito dai resti della Chiesa di S. Lorenzo che sorge al di fuori della città in aperta campagna, mentre sulla strada per Greccio si nota l’imponente struttura dell’Abbazia Cistercense di S. Pastore fondata nel 1255 come attestavano due lapidi oggi non più in loco. L’Abbazia ricoprì un ruolo fondamentale tra il XIII e XIV sec. ma ben presto iniziò la parabola discendente che la portò alla rovina dei suoi beni terreni e architettonici. Dalla chiesa a forma di croce latina divisa in tre navate si manifesta la semplicità e la linearità dell’arte cistercense; sul chiostro si affacciano gli ambienti più importanti per la vita monastica: la sacrestia, la splendida aula capitolare, caratterizzata da una doppia volta a crociera costolonata e il parlatorio. Al di sopra si sviluppa l’appartamento commendatario dove, ancora oggi, sono visibili, in parte, gli affreschi.
Contigliano fu caro al famoso Baritono Mattia Battistini che fece costruire una villa ed una tomba gentilizia, dove oggi riposano le sue spoglie e quelle della consorte, in località Collebaccaro (frazione di Contigliano). Il baritono nato a Roma nel 1856 seppe farsi amare per le sue doti vocali e per l’eleganza con la quale interpretava i suoi personaggi. Fu ammirato in molti teatri d’Europa ma soprattutto in Russia. Con la città di San Pietroburgo è stato formalizzato un gemellaggio per ricordare, con convegni e spettacoli, il baritono.

Folclore e gastronomia
Contigliano è immerso nella natura e circondato da boschi di castagno e cerro, è ricco di acque sorgive quali i trocchi di S. Tomeo, Fonte Vigne, Capo Canale, S. Lorenzo e Fonte Onnina con acque oligominerali dove il lunedì Santo si ritrovano gli abitanti di Contigliano per la festa del Piano.
In tali luoghi il turista ha la possibilità d’immergersi nella natura e respirare aria fresca e ristoratrice. I sentieri nei boschi permettono di fare lunghe passeggiate a cavallo o in mountainbike a contatto con una natura incontaminata. In particolare si può giungere nella località di S. Tomeo (che prende il nome dalla chiesa rurale di S. Tomeo del 1252), dove ci sono gole dalle pareti rocciose; nelle vicinanze gli splendidi prati di Fontecerro, alternati da macchie di cerro e carpino, sono attrezzati per picnic. Da Fontecerro, dopo l’Assunzione, si snoda verso la piccola chiesa rurale di S. Tomeo una processione; i partecipanti recano in mano un ramoscello di ginepro per proteggere i campi coltivati. Si conclude il pellegrinaggio con un pranzo ed una gara di tiro al piattello.
L’associazione “Il Melograno” si propone di far rinascere i valori contadini e far conoscere, soprattutto ai giovani, l’ambiente alpestre dei monti Sabini che circondano Contigliano ed organizza, durante l’anno, escursioni. Inoltre la vicinanza della piana reatina offre un agriturismo d’alto livello; infatti, ci sono strutture con piscine, maneggi, tennis, calcetto, pesca sportiva e caccia che offrono prodotti tipici come formaggio, vino e tartufi neri.
Tra le molte associazioni presenti a Contigliano “Il Melograno” propone nel mese di marzo il Cantaova, processione laica che si articola tra le campagne e le vie del paese. I contadini che partecipano alla festa al suono dell’organetto intonano canti accompagnati da balli propiziatori ottenendo in cambio le uova con le quali si realizzano grandi frittate.
All’inizio della stagione primaverile c’è la Sagra del bignè, gustoso dolce di S. Giuseppe fatto di pasta fritta ripiena di crema.
Intorno agli anni ‘80 si realizzava la Settimana dei Beni Culturali, sostituita poi dalla Contiglianeide e dal ‘96 varie associazioni del posto propongono le Notti di Primavera manifestazione che coinvolge il centro storico con spettacoli, concerti, mostre e convegni (nei fine settimana dei mesi di maggio e giugno).
Nel mese di agosto l’associazione Pro Contigliano Alta commemora l’Assalto al Castello rievocando la conquista da parte di Vitellozzo Vitelli del castello di Contigliano avvenuta nel 1501. Momento centrale della manifestazione è il Palio dell’Ariete durante il quale i sei rioni del paese simulano l’attacco alla Porta dei Santi con un lungo e pesante ariete; in chiusura si svolge la Sagra de lu pizzicottu in cui si preparano i “pizzicottati”, tronchetti di pasta lievita conditi con sugo di olio di oliva, aglio, pomodoro e peperoncino.
Il 10 Agosto si svolge nel paese, in località Campo Boario, una fiera in omaggio a S. Lorenzo e si celebra la messa in suo onore; presto la fiera verrà riportata nel luogo di origine, nei pressi dei resti della Chiesa di S. Lorenzo.
Durante il periodo di carnevale le vie del paese sono allietate dalla Moresca, rappresentazione di una danza armata tra cristiani e turchi, arricchita da canti. In epoche passate veniva riprodotta la Rappresentazione dei Dodici Mesi.
Tra gli appuntamenti più suggestivi va menzionata certamente la Processione del Venerdì Santo, nella quale centinaia di fiaccole illuminano il percorso che si sviluppa nel paese. Diverse sono le scene rievocate con costumi d’epoca: la Passione di Cristo, la Morte e la Resurrezione.
In collaborazione con gli “Arcieri di Valle Oracola” viene realizzato all’interno del paese, nel mese di agosto, il trofeo Arcieri di notte, competizione interregionale di tiro con l’arco. Il Muisne, gruppo missionario laico, organizza attività ricreative per i giovani, basate sugli insegnamenti evangelici.
L’ “Arcobaleno”, associazione di sole donne, è impegnato a dar nuovo valore alla poesia e ai valori del tempo perduto.
Tutte le associazioni presenti manifestano l’interesse, la voglia, il desiderio di far vivere a Contigliano l’amore per la natura che lo circonda, per le tradizioni popolari e per il vivere quotidiano.
Le manifestazioni sono tutte accompagnate dalla Banda Musicale Romagnoli e dalle Majorettes.