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Piccola Guida Turistica Greccio

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Greccio
Greccio dista 17 Km. da Rieti, in direzione Nord-Ovest percorrendo la superstrada Rieti-Terni s’incontra il bivio per Greccio.

Storia e arte
Tra i boscosi monti Sabini, alle pendici del monte Lacerone, si scorge il piccolo paese di Greccio che si apre sulla vasta pianura di Rieti.
Il suo aspetto ha tutte le caratteristiche di un castrum medioevale con case serrate tra loro e raccolte intorno ad una piazza con fontana centrale.
Verso l’ XI sec., l’Abbazia di Farfa, che aveva numerosi possedimenti nella Sabina, iniziò l’incastellamento del castrum di Grecce o Grezze che, per la vicinanza con Rieti, seguì le vicende storico-politiche della città. Durante il papato avignonese Greccio, paese guelfo e in posizione strategica tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, fu luogo di violente lotte tra guelfi e ghibellini.
Fu ancora centro di scontri per la questione del prosciugamento della valle reatina, occupata in massima parte dalle acque del Lacus Velinus storico. Il saccheggio delle truppe francesi, nel 1799, rese necessario il restauro della Collegiata di S. Michele Arcangelo.
Alla chiesa si giunge attraverso una scenografica scalinata; la collegiata è posta al centro del paese è caratterizzata da un campanile, che un tempo costituiva la Torre del Castello del Velita.
All’interno della chiesa, nella zona absidale, si notano: L’Ultima cena e La discesa dello Spirito Santo. Degna di una visita è anche la Chiesa della Madonna del Giglio, ricca di stucchi e di decorazioni.
Il piccolo paese, oggi scarsamente popolato, ha trasferito le sue attività principali e le sue funzioni amministrative nella vicina frazione di Limiti di Greccio posta lungo la strada che collega Rieti a Terni.
Santuario di Greccio
In prossimità del paese agli occhi del viandante appare l’imponente struttura del Convento Francescano, costruito in più fasi su arditi pilastri e roccia.
Il convento di Greccio si affaccia sulla conca reatina insieme agli altri santuari francescani formando una virtuale croce, da ciò il nome di Valle Santa.
La scelta del luogo fu affidata al lancio di un tizzone da parte di un fanciullo, la leggenda racconta: ”...et il focoso tizzone sì come un dardo dall’arco scoccato, volando veloce se ne andò ad incendiare una selvaggia selva sopra de uno monticello, lo quale era d’appartenenza del Velita...”.
Sul monte Lacerone nel 1209 S. Francesco giunse una prima volta e fu colpito da quel luogo e dalla devozione dei grecciani. Più volte il Poverello d’Assisi si recò a Greccio, ma nel 1223 volle rappresentare per la prima volta la Natività di Gesù Bambino, per questo Greccio è considerato la Betlemme d’Occidente.
S. Francesco chiese il permesso della rappresentazione al Pontefice, Onorio III e grazie all’aiuto di Giovanni Velita, feudatario del posto, diede vita nella notte del 25 Dicembre 1223 alla Natività, come attestano i biografi francescani: S. Bonaventura e S. Tommaso da Celano.
Tutto il santuario gravita intorno alla Cappella del Presepe (1228), dedicata a S. Lucia, edificata proprio sul luogo della rievocazione.
La piccola cappella è caratterizzata da uno splendido affresco di scuola giottesca del ‘400 che rappresenta la Natività di Betlemme e quella rievocata a Greccio; al di sotto, il masso sul quale fu posto il fieno ed il simulacro di Gesù Bambino.
Subito dopo la cappella si può visitare il refettorio ed il dormitorio, primo nucleo del convento, voluto dal Velita.
Il refettorio conserva, ancora oggi, i resti della vaschetta per pulire le vettovaglie ed un camino restaurato recentemente; attraverso una piccola apertura, fiancheggiata da affreschi del ‘500, si scorge il dormitorio dei frati, un lungo corridoio dove sulle pareti sono disegnate delle croci, probabilmente indicavano il posto di ogni frate.
Alla fine la cella piccola e stretta dove il Santo riposava seduto sulla nuda roccia.
Salendo al livello superiore si scorge il dormitorio ligneo di S. Bonaventura, esso fu costruito intorno al 1260-1270, quando S. Bonaventura era il generale dell’Ordine Francescano. Il dormitorio è caratterizzato da cellette allineate ai due lati dell’angusto corridoio.
E’ del 1228  la Chiesina dedicata a S. Francesco che si trova sullo stesso livello del dormitorio ligneo, ha una copertura a botte costellata di stelle con l’immagine dell’Agnello pasquale ed il beato Giovanni da Parma.
Interessanti sono i severi stalli, il leggio, il supporto girevole per sostenere il libro corale e la lanterna. Si notano sulle pareti un affresco trecentesco che raffigura il santo e l’angelo che gli annuncia la redenzione dai peccati e una tempera incassata in un tondo, della Vergine con il Bambino, opera attribuita a Biagio d’Antonio, discepolo del Ghirlandaio.
Sopra l’altare troviamo una tavola di scuola umbra della Deposizione tra i Santi, al di sotto il masso sul quale predicava S. Francesco a Greccio.
A fianco della chiesina, l’Oratorio di S. Francesco conserva il ritratto del Santo. Tommaso da Celano ha lasciato un’attenta descrizione fisico morale di S. Francesco ed il ritratto corrisponde alla descrizione del biografo; si suppone che l’autore abbia conosciuto personalmente il poverello d’Assisi, ma l’immagine su tela non può essere considerata l’originale in quanto l’uso della tela è di epoca posteriore al 1200.
Dal piazzale si può entrare nella Nuova Chiesa costruita nel 1959, la quale ospita una mostra permanente di presepi. Al di sopra del convento si trova la Cappelletta dove il santo “...poteva con grande libertà abbandonarsi alla contemplazione...”, originariamente era solo una grotta, quello che si vede oggi fu costruito nel XIV sec., nella parete di fondo si nota una pittura del ‘600 che rappresenta la morte del Santo.
L’accesso al convento è reso possibile da una strada costruita nel 1927, inoltre è stato realizzato un eliporto in occasione dell’arrivo di papa Giovanni Paolo II, il 2 gennaio 1983.

Folclore e gastronomia
Salendo, a circa 750 mt. di quota, si notano tra i verdeggianti boschi di lecci tre cannelle d’acqua limpida, sulla parete un affresco che rappresenta S. Francesco mentre tende la mano ad un lupo, da ciò il nome delle sorgenti di Fonte Lupetta con acque adatte per le cure idropiniche. Questo affresco ricorda il miracolo del lupo che, secondo la tradizione, sarebbe avvenuto nei pressi del castrum di Greccio e non a Gubbio.
Per gli appasionati di trekking dalla Fonte Lupetta alla Cappelletta si può praticare questo sport.
L’amministrazione comunale e la Proloco di Greccio propongono la rappresentazione mistica della natività il 24 dicembre notte: un corteo si muove da Greccio fino al santuario per la Rievocazione del primo Presepio.
Dal 1973 circa cento persone sono coinvolte per la rievocazione che prevede quattro scene: “S. Francesco alla Cappelletta”, “Lancio del Tizzo”, “Incontro a Fonte Colombo tra il santo e Giovanni Velita”, “Rievocazione della Natività”.
Questa figurazione viene replicata il 26 dicembre ed il 6 gennaio pomeriggio verso le ore 17. Sempre il 6 gennaio si snoda una lunga processione da Greccio al Santuario Francescano. Nella seconda domenica del mese di dicembre c’è l’ Appello di pace al mondo presso il Santuario, lo stesso mese è caratterizzato dal Festival della canzone natalizia, riservato ai bambini, che si svolge nella frazione di Limiti di Greccio; contemporaneamente nelle località intorno al paese si svolge il Festival dei presepi viventi.
A maggio la Festa della Madonna di Loreto, a giugno, la Pia Unione di S. Antonio organizza una processione ed una lunga festa, che dura un’intera settimana, per onorare S. Antonio da Padova. Il periodo estivo è ricco di attività ricreative, teatrali, mostre d’arte, cabaret, multivisione, per culminare il 15 agosto con un concerto dell’orchestra di Sarajevo, anteprima del Farfa Giubileo Festival. Inoltre in agosto il centro storico di Greccio s’immerge nel passato offrendo in piazza una cena medioevale in costume.
Seguono durante il periodo estivo: la Rievocazione del Perdono, la Festa della Madonna e di S. Michele Arcangelo, la Ricorrenza delle stimmate di S. Francesco e l’escursione alla Cappelletta da Greccio.
Infine il 4 ottobre, festa di S. Francesco, si festeggia il Poverello di Assisi. Tutto ciò che circonda il convento dalle pietre alla natura, dai boschi alle acque ci parla del Santo; si rimane colpiti dal suggestivo panorama che si apre sulla pianeggiante conca reatina fino a raggiungere le vette del monte Terminillo.