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Piccola Guida Turistica di Labro

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Labro
Labro dista 18 km. da Rieti, in direzione Nord percorrendo la strada statale 79 s’incontra il bivio per Labro.

Storia e arte
Il toponimo del piccolo borgo deriva da lavabrum, bacino, per la vicinanza con il lago di Piediluco.
Notizie certe di Labro si hanno a partire dal X sec. quando Ottone I investì Aldobrandino de Nobili, signore di Labro, e gli concesse dodici castelli, situati tra il contado di Rieti e il Ducato di Spoleto. La storia di Labro è stata tutt’altro che pacifica, da una parte ci furono le numerose controversie con i signori di Luco, continuamente danneggiati dalle opere di bonifica dell’agro reatino, dall’altra vi furono i continui attacchi dei dominatori vicini a causa della posizione strategica del borgo.
La famiglia Nobili donò nel XII sec. a S. Giovanni in Laterano la quarta parte di Labro per trovare un valido appoggio nella lotta contro i Normanni, che all’apice del loro splendore furono ai confini di Morro.
Nel corso del ‘200 Labro si unì al contado di Rieti e ne seguì le vicende.
Questa storia affascinante si legge, ancora oggi, negli edifici diligentemente restaurati. Nel borgo si entra attraverso la Porta Reatina, sormontata da un bell’arco a tutto sesto; lo scenario che si presenta, dopo averla attraversata rigorosamente a piedi, è quello di un inerpicarsi di stradine di pietra fiancheggiate da palazzi, dove ogni particolare architettonico ci parla del passato.
In Via Vittorio Emanuele risalta una bella finestra guelfa ed una porta con il bugnato a rilievo che ha nell’architrave la scritta: actionum gloria finis.
Nel cuore del paese si trovano Tre Porte, incastonate in mura che formano una piccola aula, dalle quali si dipartono tre arterie che si snodano nel paese; una di esse conduce al Palazzo Nobili Vitelleschi, la cui visita riserva mirabili sorprese, da un arredo ben curato ad un archivio completo della famiglia stessa.
Le medesime vie conducono alla parte alta del paese dove è la Chiesa Santa Maria, eretta in Collegiata nel 1508.
Nella prima cappella a sinistra si trova una transenna di legno di un artigiano umbro del ‘400, con il decoro a rosoncini alternati a triglifi; all’interno della cappella vi sono un fonte battesimale quattrocentesco ed un affresco di un’Annunciazione del ‘500 di scuola umbra. A metà della navata, sulla destra, si accede alla Cappella del Rosario che è la parte più antica della chiesa, come attesta una finestra romanica. Del 1494 è il Portale della cappella nei cui stipiti a rilievo sono scolpiti terribili rettili e scorpioni.
Dopo la chiesa si arriva nella parte più alta del paese dove è presente uno splendido Teatrino, cornice di raffinate rappresentazioni, dal quale si può ammirare un emozionante panorama che si perde all’orizzonte sul lago di Piediluco.
Fuori del paese, presso il cimitero, vi sono la Chiesa di Santa Maria della Neve e un antico Convento dei Francescani Osservanti che vi si insediarono alla fine del XVII secolo. Oggi il complesso, accuratamente restaurato, permette di ammirare l’antico e il moderno in perfetta simbiosi.
Infine si può fare un’interessante escursione alla Rocca Albornoziana ubicata nelle vicinanze del borgo.
Altre perle di questo posto sono: Palazzo Crispolti con il suo bellissimo giardino interno e una antica fonte del ‘600 dove le donne di Labro lavavano i panni.

Particolarmente interessanti sono gli elementi architettonici e decorativi che abbelliscono gli esterni di molte abitazioni del paese: sulla Via Garibaldi si aprono splendide finestre cinquecentesche, architravi decorati ed un portale a sesto acuto della fine del Trecento, mentre sulla Via Vittorio Emanuele si offrono al visitatore una bella finestra guelfa ed una grande porta tardo-rinascimentale con bugnato a rilievo.

Palazzo Nobili Vitelleschi

Caratteristico soprattutto per i suoi giardini a terrazza attraversati da una bella scalea doppia ed il cortile in pietra grigia.

Chiesa Parrocchiale di S. Maria


Occupa lo spazio della sala d'armi della fortezza feudale ormai scomparsa. Nella prima cappella a sinistra è possibile ammirare una transenna in legno, splendido esempio di alto artigianato rinascimentale, interamente decorata con rosoncini e trifogli; dietro questa transenna si trova un fonte battesimale quattrocentesco ed un notevole affresco di scuola umbra raffigurante l'Annunciazione a Maria risalente al XVI secolo.
Da questo edificio si accede, attraverso una scala, alla Cappella del Rosario

Cappella del Rosario


Struttura a sé stante notevolmente più antica della precedente, con portale realizzato in epoca successiva (1494) e decorato, negli stipiti, con figure di rettili e scorpioni a rilievo.

Le Tre Porte


Edificio che segna l'ingresso al centro abitato, sito nel punto in cui confluiscono le tre strade principali che percorrono l'intero perimetro del paese.

Folclore e gastronomia
Labro si adagia, con la sua forma a ventaglio, su un colle che si affaccia sulla valle del Fuscello e sul lago di Piediluco mentre alle spalle è dominato dalla catena del Terminillo.
Il turista, passeggiando nelle tortuose stradine di Labro, potrà godere di questi paesaggi lacuali e montuosi da finestre che improvvisamente si aprono in questo luogo di pietra e dal belvedere posto sulla sommità del paese.
La zona è ricca di tentazioni per i golosi infatti nei dintorni si trovano tre tipi di tartufi: il nero, il pregiato e il comune.
Gli ameni dintorni offrono diverse possibilità per chi ama lo sport, infatti si può praticare trekking, mountainbike, pesca sportiva e nella vicina Piediluco canottaggio.
Il borgo colpisce per la cura dei giardini e delle piante fiorite che occhieggiano in ogni vicolo, per il restauro fatto da mani sapienti, ma non per questo è una città museo. Vi sono manifestazioni religiose come la Festa del Patrono, S. Pancrazio e manifestazione culturali come la Festa di Primavera nel mese di marzo durante la quale si brucia un enorme “pupazzo di neve” per simboleggiare la fine dell’inverno e il Festival Valentiniano alla fine dell’estate; in queste occasioni le viuzze diventano scenari di concerti, opere polifoniche del ‘600 e del ‘700 e musiche trobadoriche suonate con strumenti d’epoca.
Anche l’arte della cucina trova qui una degna cornice, a maggio, da quattro anni, la Pro Loco con la collaborazione dell’Arcigola organizza La Mangialonga dove l’arte culinaria si unisce alle escursioni nel bellissimo territorio circostante.
In ottobre si ha l’occasione con Labro Golosa di poter “gustare” la gastronomia e l’artigianato locale in un’atmosfera medioevale poichè la festa si svolge all’interno delle abitazioni.