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Piccola Guida Turistica Morro Reatino

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Morro Reatino

Morro Reatino dista 18 km. da Rieti. Percorrendo la strada statale 79
s’incontra il bivio per Morro Reatino.
 
storia e arte
Notizie certe di questo paese si hanno a partire dal 1152, poichè Morro faceva parte di quei castelli che Labro aveva donato a San Giovanni in Laterano per trovare un valido aiuto nell’arginare i Normanni.
I resti architettonici che ci sono pervenuti sono pochi ma non per questo poco indicativi; l’ingresso del paese é segnato da una Porta a tutto sesto seguita da un passaggio con la volta a botte. Le Mura con i merli a conci pieni (guelfe) e i Torrioni circolari e quadrangolari ricordano il carattere difensivo di quest’antico borgo; Morro ha una tale veste per esser stata una delle sentinelle di Labro. Dal 1817 Morro fece parte del governatorato di Poggio Bustone.
Da visitare è la Chiesa Parrocchiale (XVIII sec.) dedicata al patrono S. Lorenzo, ove degna di nota è un’urna cineraria, riutilizzata come fonte battesimale; era custodita all’interno dell’edificio religioso una bella croce processionale di argento oggi al Museo Diocesano di Rieti (visitabile il fine settimana). Chi é appassionato d’arte quattrocentesca può ammirare, all’interno della chiesa, una Madonna con Bambino, sollevata in volo da angeli, fiancheggiata da S. Sebastiano e da un altro Santo non riconoscibile.
A questa Madonna è legato un evento miracoloso: si racconta che, nel XV sec., dei soldati di ventura tentarono, durante la notte, l’assalto al cassero ma apparve, accompagnata da un bagliore, la Madonna che mozzò loro i piedi mentre si arrampicavano sul colle ed essi precipitarono e morirono dissanguati. Le donne di Morro nel 1480 vollero, come ricorda un’iscrizione posta sotto la Madonna Mozzapiedi, che fosse dipinta l’artefice di tale prodigio.

folclore e gastronomia
Nei dintorni del paese vi erano diverse piante di noci, poichè secondo la tradizione esse allontanerebbero le streghe, ma oggi, in barba ai malefici, troviamo boschi di castagno, di roverella, di cerro e di quercia che permettono rilassanti passeggiate.
La terra di questi luoghi è ricca di funghi e tartufi e di questi ultimi la raccolta è libera.
Morro, come spesso accade, unisce le tradizioni religiose con le reminiscenze pagane; il 17 gennaio in occasione della Festa di S. Antonio Abate si offre nella piazza una deliziosa porchetta.
A maggio si fa un’escursione collettiva alla Grotta di S. Michele Arcangelo dove vi è un pregevole dipinto del XV sec.
Ad Agosto si festeggia la Madonna del Rosario.
A Natale, per onorare la tradizione francescana, si rappresenta la Natività.
L’ultima domenica di agosto vi è la Fiera della Torricella che ha una grande tradizione, attirava i commercianti dei paesi limitrofi per lo scambio delle derrate alimentari. Per l’occasione vi erano delle capanne ornate con delle belle ginestre.
Il peccato della gola può trovare in questo posto la sua degna dimora, infatti, il primo sabato di agosto si assapora nella Sagra della Pizzola, una pasta di pane fritta spolverata o con il sale o con lo zucchero; un’altra specialità del posto sono le Pappardelle alla Garibaldina, dove la pasta rossa è condita con panna e piselli.