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Piccola Giuda Turistica Poggio Bustone

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Poggio Bustone

Poggio Bustone dista 17 Km. da Rieti. Percorrendo la statale 79 all’altezza di Quattro Strade
s’incontra il bivio per Poggio Bustone.

storia e arte
Intorno al 1117 è nominato il castrum ed il podium di Poggio Bustone quando Berardo, signorotto del luogo, donò il territorio all’Abbazia di Farfa, ma il dominio dell’Abbazia durò pochi anni per passare poi al regno Normanno. Alla fine del XII sec. il paese fu incluso nel territorio reatino. Dal 1817 Poggio Bustone divenne sede di un governatorato che aveva alle sue dipendenze i comuni di Labro, Morro e Rivodutri. Poggio Bustone nella storia recente fu protagonista della lotta partigiana, nel mese di aprile del 1944, fu invaso dalle truppe nazi-fasciste che portarono morte e distruzione, in seguito per il coraggio dimostrato dalla popolazione il paese fu insignito di Medaglia d’Argento al valore.
Il paese si presenta adagiato sulle pendici del monte Rosato con una sistemazione a gradinate, è caratterizzato da un susseguirsi di vie strette e rustiche, scalinate che diventano sentieri di montagna. Della struttura medioevale si nota la Porta del Buongiorno con un bell’arco a sesto acuto ed i resti della parte inferiore della Torre pentagonale del Cassero dove nel 1388 ci fu l’incontro tra i priori di Rieti e i rappresentanti di Cittaducale per stipulare la pace, poichè numerosi erano gli scontri tra Rieti e Cittaducale per il predominio su Poggio Bustone.
Nel paese c’è la Parrocchiale di S. Giovanni Battista con all’interno un affresco quattrocentesco di S. Francesco che riceve le stimmate; sotto l’altare maggiore si conservano le reliquie di S. Felice martire. Secondo la leggenda il corpo del Santo fu portato su di un carro trainato da buoi che spontaneamente giunsero al castrum di Poggio Bustone.

Santuario di Poggio Bustone
Poco fuori dal centro abitato si trova il convento di S. Giacomo divenuto Santuario Francescano.
Intorno al 1208 S. Francesco si recò per la prima volta nella conca reatina, allontanato dai suoi concittadini perché aveva rinunciato ai beni familiari ed aveva intrapreso un nuovo stile di vita fatto di elemosina e povertà. Giunto a Poggio Bustone salutò il popolo con queste parole ”Buon giorno Buona gente”.
Il Santo dimorò in una spelonca tra le rupi dove gli apparve l’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunziava la Remissione dei peccati: ”Non tormentarti, o Francesco, che i tuoi peccati ti saranno perdonati come tu chiedesti a Dio”, inoltre gli fu rivelata l’Espansione dell’ordine: “...Dio ci farà divenire una grande moltitudine e ci propagherà fino ai termine del mondo...”.
Oggi l’antico luogo è caratterizzato da una Cappella costruita in parte nel 1300, in parte nel 1600. La Cappella si raggiunge attraverso un viottolo a spirale; lungo il sentiero furono costruite nel XVII sec. sei cappellette a ricordo di alcune vicende legate al Santo. Nella grotta si notano l’impronta del capo, di un ginocchio del Poverello d’Assisi e l’impronta di un piede di fanciullo, l’angelo messaggero.
Tornati sul piazzale del convento si entra, attraverso un portico, nella Chiesa di S. Giacomo, a navata unica con copertura a capriate lignee. Sulla parete destra si nota su di una tavoletta del XIV–XV sec. la Madonna delle grazie col Bambino e S. Giuseppe, ai lati due angeli in adorazione del XVII sec.. In basso, durante i restauri del 1948, è stato scoperto un affresco del XVII sec. che riproduce il paese di Poggio Bustone con ai lati le figure di S. Francesco e S. Antonio da Padova, fra i due un sommo pontefice dall’identità non decifrabile. Il lato del chiostro che costeggia la chiesa è originale del 1200, le altre parti sono del 1500; le lunette del chiostro sono caratterizzate da pitture del 1600 che riportano alcuni episodi della vita di S. Francesco. Su una delle pareti si nota un affresco di scuola umbro-toscana del ‘400 che riproduce una splendida Vergine con il Bambino.
Le pareti del refettorio sono decorate con dipinti, al disotto di esso, attraverso una stretta scala, si giunge nel primitivo romitorio. Quest’angusto luogo fu ceduto dai Benedettini a S. Francesco, conserva l’aspetto originario e le rudimentali monofore sono state arricchite da due vetrate istoriate.
Risaliti al livello superiore ed usciti di nuovo sul piazzale si rimane meravigliosamente affascinati dal paesaggio della conca reatina; a ridosso della montagna si nota il Tempietto della Pace, dove all’interno è posta una statua del Santo sorridente mentre si accinge al cammino della conversione dell’umanità.

folclore e gastronomia
Il turista rimane incantato per la natura, la montagna, il paesaggio silenzioso.
Il paese avvolto da boschi verdeggianti ha una posizione elevata, 756 m., le forti correnti ascensionali hanno permesso la nascita dell’Associazione “Volo libero” che, con lo slogan “Volare è sognare”, ha dato vita a corsi per abilitare ai lanci ed ha individuato luoghi ottimali dove lanciarsi con deltaplani e parapendii sulla sottostante vallata.
Inoltre la vicinanza dei laghi Lungo e Ripasottile, che costituiscono la Riserva Naturale, consente agli amanti della natura d’immergersi nella vegetazione lacustre. Chi fosse interessato consulti la sezione Natura e Sport di Rivodutri.
Per l’abbondanza di legname, da tempi lontani, gli artigiani di Poggio Bustone sono dediti alla lavorazione del legno per realizzare caratteristici utensili da cucina. Si pratica anche la lavorazione del rame e del ferro battuto.
Tra le manifestazioni che coinvolgono il paese si ricorda a gennaio la Festa di S. Antonio Abate, al quale il paese di Poggio Bustone è particolarmente legato. Si snoda tra le vie del paese una processione, alla fine della quale gli animali da soma sono benedetti; gli stessi partecipano ad una gara che li porta verso il Santuario di S. Giacomo, dove il vincitore riceverà “la ciambella” di S. Antonio, dolce tipico.
Il Venerdì Santo il paese è coinvolto nella processione del “Cristo morto” la quale ogni anno diventa più scenografica e ricca.
Poggio Bustone ama onorare S. Francesco a contatto con la natura che avvolge lo speco: il giorno dopo la Pasqua tutti gli abitanti del paese si recano alla Cappella del Santo e ridiscendono al paese in processione. Lo stesso giorno si fa il pranzo al sacco che termina con il dolce tipico la “palommella”, che ha al suo interno un uovo sodo chiuso da una croce realizzata con la pasta. Si continuano i festeggiamenti dopo le comunioni, quando si realizza una lunga processione da Poggio Bustone al Santuario di S. Felice all’Acqua a Cantalice e ritorno al paese.
Alla fine di luglio nella frazione di Borgo S. Pietro si festeggia il Sacro cuore di Gesù, il 2 agosto si celebra la Festa del Perdono con una lunga processione verso in Santuario Francescano, il 15 agosto c’è la Festa della montagna, si sale a piedi o in automobile ai prati di S. Giacomo per passare una giornata di vita agreste.
La prima domenica di settembre si festeggia il patrono del paese S. Felice.
Il 4 ottobre per ricordare S. Francesco un tamburino percorre le vie del borgo annunciando il primo cittadino che saluta il capo famiglia di ogni abitazione con le parole del Santo “Buon giorno Buona gente”. La sera dello stesso giorno si assapora la specialità del posto con la Sagra della Porchetta, un tenero maialino arrostito intero al forno e farcito con lardo, erbe odorose e spezie. L’origine di questo piatto è legato alla leggenda di un viaggio in Oriente di un certo macellaio chiamato Moretto. I “porchettari” al termine dei festeggiamenti si confrontano in una vera e propria gara culinaria.
Tutte le feste sono accompagnate dalla banda musicale “G. Verdi” ora “Li Puma” e si concludono con il Ballo della Pantasima detta Pantarma.
La domenica prima di Natale fino al 10 gennaio l’Associazione “Il paese diventa Presepe” trasforma il borgo medioevale in un presepe vivente aprendo le vecchie botteghe. Per unire il paese c’è la Festa del militare, nata quando gli uomini partivano in guerra, oggi ogni qual volta un giovane parte per il servizio militare la sua famiglia organizza un rinfresco per tutto il paese. Il 27 dicembre, Festa di S. Giovanni, si fa una cena tra “compari” per rafforzare il legame del battesimo.
Infine vanno ricordate le credenze contro i malefici: le donne praticano una croce sull’impasto posto a lievitare per evitare la “fattura del pane” e di solito, dietro l’uscio della porta d’ingresso delle umili case, si trova il ferro di cavallo intero o spezzato per allontanare la sfortuna. E’ sull’uscio di casa che gli sposi novelli s’inginocchiano e la mamma dello sposo offre alla nuora pane e vino e spezza sulla sua testa una ciambella fatta con le sue mani e gettando i pezzi lontano dalla porta di casa dice: ”sputa su questa soglia i vizi di casa tua e prendi quelli della nuova casa”.
Poggio Bustone ha dato i natali ad Attilio Piccioni, ministro della costituente intorno agli anni ‘50 ed a Lucio Battisti, famoso cantautore che amava soggiornare nel paese.