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Piccola Guida Turistica Rivodutri

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Rivodutri

Rivodutri dista 17 km. da Rieti. Percorrendo la strada statale 79
s’incontra il bivio per Rivodutri.

storia e arte
L’etimo del paese, secondo il Vittori, trae la sua origine dalla presenza di due ruscelli che solcano di qua e di là il colle su cui sorge il paese (Rivusutrinque o Rigatutrinque). Le prime notizie certe del centro si hanno dal XIII sec., ma sicuramente il borgo è più antico; fu coinvolto nelle contese tra guelfi e ghibellini e subì le rimostranze dei reatini quando ospitò dei ghibellini fuoriusciti da Rieti.
Rivodutri fece parte dell’assetto territoriale di Rieti e del governatorato di Poggio Bustone. Il paese è stato distrutto più volte per questo non conserva il suo originario aspetto. Le chiese del paese sono: la Chiesa di S. Michele Arcangelo, la Chiesa della Madonna della Valle e la Chiesa dell’Annunziata distrutta dal sisma del ‘48. La prima custodisce: una Madonna del Buon Consiglio, del pittore Pietro Barla, molto venerata poichè preservava dalla siccità, frammenti del Martirio di S. Sebastiano e un S. Francesco provenienti dalla Chiesa dell’Annunziata. La Chiesa della Madonna della Valle è importante per l’apparizione della Madonna avvenuta nel 1652.
Un’opera particolare si trova al centro del paese: la Porta Alchemica, commissionata dai Camiciotti, famiglia di amministratori dei beni pubblici e religiosi. Quest’opera ha la denominazione di Alchemica: “riporta i simboli che esprimono la trasmutazione non solo e non tanto dei metalli in oro, quanto della psiche e dei rapporti tra corpo-anima-spirito nell’uomo“ (Leoni).
Nei pressi del paese in località Grotte S. Nicola, tra la Spera (territorio del comune di Rivodutri) e il bivio per Colli sul Velino (territorio del comune di Colli sul Velino) si trova la Villa di Quinto Assio (cfr. pag. 20) senatore romano. Il sito archeologico è tuttora oggetto di studio.

natura e sport
La permanenza a Rivodutri permette di immergersi nella natura; in località Cepparo a 5 km. da Rivodutri vi è il Faggio di S. Francesco, dalla forma particolarissima: ha i rami incredibilmente contorti verso il basso; la leggenda vuole che quest’albero abbia tale forma poichè dovette riparare S. Francesco durante un temporale. Nelle vicinanze dell’arbusto è il sasso con la forma del piede di S. Francesco. Recentemente, nelle adiacenze del faggio, un vecchio rudere è stato ricostruito e trasformato in una caratteristica chiesetta di montagna in onore del Santo.
Poco distante dall’abitato sono le sorgenti di Santa Susanna, dichiarate monumento naturale nel 1977, dove si possono ammirare le polle d’acqua (5000 litri/s) e un grazioso giardino botanico; la tradizione vuole che le puerpere bevendo queste acque possano allattare abbondantemente i loro bambini. Le acque alimentano il fiume Santa Susanna ed un canale omonimo; sono ricche di fauna: gamberi, spinarelli, trote di torrente ed infine trote iridee introdotte a scopo di pesca. Tra le specie di volatili che frequentano questi luoghi lacustri ricordiamo il tuffetto, la gallinella d’acqua e l’airone cenerino.
La perla di questo luogo è la Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile  istituita dalla regione Lazio nel 1977 gestita da un Consorzio costituito dalla Comunità Montana del Montepiano Reatino e i comuni di Rieti, Contigliano, Colli sul Velino, Rivodutri, Poggio Bustone e Cantalice.
La riserva si estende per 3000 ettari e l’altitudine è tra i 310 e i 450 m.; si tratta di una delle poche zone umide, in buono stato, dell’appennino.
Chi vuole visitare la riserva può usufruire di sentieri escursionistici, pedonali, ciclabili ed equestri, sentieri-natura a carattere didattico con stazioni di sosta e punti d’osservazione; inoltre da poco è stato inaugurato un Centro Visite, in locatità Lanserra, dove sono a disposizione dei turisti diapositive, videocassette e cd rom della meravigliosa natura della riserva.
folclore e gastronomia
Rivodutri ha dato i natali allo Zanno, censito nel 1986 dal Marinelli tra le maschere carnevalesche della provincia di Rieti; il suo abbigliamento è costituito da un camiciotto lungo bianco con trina bianca al collo, pantaloni bianchi, cinturone di cuoio con campanelli e catene ai fianchi, la maschera è munita di portavoce.
Si racconta che fu la maschera usata dai furbi rivodutriani per spaventare i semplici del castello di Cocoione, posto nelle vicinanze, i quali, pensando che si trattasse di un assalto di spiriti, lasciarono il loro colle ricco di pascoli.
Il Micheli dice che, alla fine dell’ottocento, la rappresentazione della maschera fu proibita, perchè la danza della stessa era scandalosa (intrisa di simboli sessuali) e ricolma di violenza (sbudellava una partoriente di pezza per propiziare la fertilità).
Con lo Zanno si metteva in scena la Moresca, antica rappresentazione della lotta tra il bene e il male.
Le feste sono numerose: la seconda domenica di agosto si festeggia a Rivodutri la Madonna del Buon Consiglio, la terza domenica di agosto a Piedicolle si snoda la Processione per Santa Susanna , alla fine della quale vi sono i fuochi pirotecnici nei pressi dell’omonima sorgente ed infine ad Apoleggia la prima domenica di settembre si celebra S. Domenico di Cucullo.
La notte di Natale nelle acque della sorgente di S. Susanna si prepara il Presepe Subaqueo, con statue in vetroresina alte 1,30 m., illuminato da fari che rendono lo spettacolo molto suggestivo.
L’ultima domenica di giugno si organizza la Mostra Mercato di Macchine Agricole d’epoca.
Al faggio di S. Francesco si svolge, il 15 agosto, la Sagra del pecorino di montagna . Tra le specialità culinarie vi sono le cordelle, fatte di pasta lievita di pane, gli stringozzi, fatti con farina ed acqua, la zuppa di gamberi d’acqua dolce.